Una cantina nel cuore della Toscana per rendere omaggio ai vini toscani
Come tutto cominciò
Mentre crescevano le prime viti di Sangiovese Grosso, Carlo Vittori ricevette dal Cavalier Ciacci i ruderi trecenteschi del Molino di Sant'Antimo. L'azienda prese il nome di 'Molino di Sant'Antimo' e ne adottò il logo e le etichette modificando il sigillo lasciato sull'Abbazia di Sant'Antimo dal primo Vescovo Paolvs. Negli anni '90 l'azienda contava oltre 40 ettari di terreno, metà dei quali coltivati a vite e olivo, circondati da splendidi boschi e macchia mediterranea. Nel nuovo secolo Carlo Vittori portò a termine il restauro del Podernuovo dei Campi, tipica casa colonica ottocentesca, per divenire Centro Aziendale e residenza stabile della famiglia Vittori.
Le terre della cantina oggi
Da un lato veglia il Monte Amiata, che quando soffia il maestrale porta con sé il profumo del mare e della costa, dall'altro il lungo crinale protegge il territorio dai venti freddi da nord a nord-est. Il terreno è un misto di argilla, marna e pietrisco ricco di minerali. I vigneti si sono sviluppati gradualmente.
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