Scopri la ricca storia e la trasformazione del Domaine Viviers: dai monaci medievali alla gestione moderna
Alla ricerca dell'eccellenza
Il vigneto, vecchio di quasi 800 anni, fu fondato nel XII secolo per le sue numerose sorgenti. I monaci benedettini e poi cistercensi collegarono una peschiera, che nel Medioevo produceva proteine, ad una cantina per la vinificazione. Nel 1399, la potente famiglia Budé acquistò il vigneto, trasformando Viviers in una roccaforte e stabilendolo come base borgognona dell'ufficio del coppiere reale "Echanson du Roy", incaricato di procurare i vini per la guardia reale e la tavola.
L'ufficio rimase annesso al castello di Viviers fino alla rivoluzione, tanto che il suo vino fu servito a Versailles durante le festività legate ai matrimoni di Luigi XIV e Luigi XV. Nel 1628 fu inaugurata l'attuale facciata classica e il suo proprietario, il cavaliere Deka de La Galle, ufficiale moschettiere, divenne marchese di Viviers. La leggenda narra che ricevette il denaro per la costruzione e il titolo per i suoi servizi "buoni e leali" alla regina Anna d'Autriche.
Con l'arrivo della fillossera all'inizio del XX secolo, le viti furono sradicate e il marchese de Traynel, fortemente indebitato a causa del gioco d'azzardo, fu costretto a vendere. Nel 1978, Bernard e Brigitte Lefébure rilevano la tenuta, determinando la rinascita del castello.
La storia della trasformazione di Domaine Viviers da parte di Arnould e Isabelle
Nel 2015, Arnould, biologo marino e direttore di un istituto idrico intergovernativo ad Anversa, e sua moglie Isabelle, architetto d'interni e designer, hanno deciso di rilevare direttamente la tenuta. Si sono preparati intensamente studiando vino in Borgogna e hanno intrapreso la ricerca dell'eccellenza in tutto il mondo, incontrando viticoltori eccezionali dalla valle di Sonoma alle valli del Reno e della Mosella, da Bordeaux a Bergerac, dal Portogallo alla Spagna e all'Italia. Finalmente, nell’ottobre 2019, il Domaine è stato (ri)creato. Arnould ha esplorato i terroir di Viviers, con i suoi fossili marini raccolti su questo lembo del bacino parigino, dalle magnifiche ammoniti alle minuscole ostriche come l'Ostrea virgula, che emergono dallo strato geologico kimmeridgiano tipico del buon Chablis. Viviers era una spiaggia! Arnould è anche appassionato di sviluppo sostenibile e natura. Nel 2015 ha fondato foodPlanet Belgium insieme a Yann Arthus Bertrand e con lui ha organizzato numerose mostre ed eventi in Belgio e anche in Borgogna. Fin dall'inizio hanno deciso naturalmente di convertire l'intera azienda al biologico e di attuare pratiche biodinamiche.
Sostenere i vigneti attraverso l’integrazione dell’ecosistema e pratiche olistiche
La biodiversità è il secondo pilastro della tenuta. In una visione olistica, la vite può prosperare solo in ecosistemi dove convive con boschi e aree ecologiche desolate che vantano una fauna e una flora più ricche possibili. Ci asteniamo dall'utilizzare prodotti inorganici o insetticidi, contando invece sull'aiuto della natura. Per ricostituire il terreno, abbiamo introdotto alveari, cassette nido e cenge, che forniscono riparo a una varietà di fauna, arricchendo i vigneti. Aggiungere valore agli eccezionali terroir di Viviers e adottare un approccio globale nella nostra costante ricerca dell'eccellenza è la filosofia della tenuta. A questo proposito, Isabelle migliora l'ospitalità aprendo camere di lusso e promuovendo l'arte di vivere attraverso tessuti su misura, porcellane creative e stoviglie.
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